VISTO DI INGRESSO PER L’ITALIA. 2.

Guglia del Duomo di Milano.

La nuova Area Schengen nel 2024. Passaporto e Documenti di viaggio per entrare in Italia e nell’Unione Europea.

 

La creazione di uno spazio di libera circolazione dei cittadini ha portato alla soppressione dei controlli alle frontiere interne degli Stati membri.

Si tratta dell’Accordo di Schengen del 14 Giugno 1985 e la relativa Convenzione di applicazione del 19 Giugno 1990.

A questa Convenzione hanno, via via, aderito quasi tutti gli Stati membri dell’Unione Europea. Non vi hanno aderito il Regno Unito, l’Irlanda e gli Stati terzi di Norvegia e Islanda.

Parte essenziale di questo progetto è il sistema di informazione Schengen (S.I.S.) che l’Articolo 92 della Convenzione di applicazione dell’Accordo ha istituito. Gli Stati, quindi, hanno messo a punto un “Archivio comune” a tutti i cosiddetti “Stati membri dello spazio Schengen”.

Il mastodontico progetto ha richiesto lo sforzo di rendere tutte le banche dati nazionali connesse ad un data base centrale avente sede a Strasburgo e che funge da crocevia dei dati S.I.S. nazionali, raccogliendoli, in conformità a quanto prevede l’Articolo 96 della Convenzione di Applicazione dell’Accordo di Schengen.

Direttamente coinvolti dalla Convenzione di Schengen sono gli Uffici dell’Immigrazione ai quali vengono rivolte le domande per ottenere il permesso di soggiorno.

Tra le incombenze degli Uffici dell’immigrazione vi è anche la possibilità di chiedere attraverso il Ministero dell’Interno all’Autorità di polizia dell’altro Stato aderente alla Convenzione che ha emesso la segnalazione di ingresso di revocarla.

L’Autorità a cui è inoltrata una proposta di revoca  decide discrezionalmente se revocare o meno la segnalazione. La revoca della segnalazione potrebbe avere anche l’effetto della regolarizzazione del soggiorno in Italia del soggetto interessato.

 Lo spazio Schengen include attualmente i seguenti Stati:

Germania,

Austria,

Belgio,

Croazia,

Repubblica Ceca,

Danimarca,

Estonia,

Finlandia,

Francia,

Grecia,

Ungheria,

Islanda,

Italia,

Lettonia,

Liechtenstein,

Lituania,

Lussemburgo,

Malta,

Paesi Bassi,

Norvegia,

Polonia,

Portogallo,

Slovacchia,

Slovenia ,

Spagna,

Svezia,

e Svizzera.

A partire dal 31 marzo 2024, la Bulgaria e la Romania entreranno a far parte dell’area Schengen di libera circolazione dell’Unione Europea.

Le frontiere esterne dello spazio Schengen.

Le frontiere esterne rappresentano il perimetro esterno dello Spazio Schengen dai cui valichi di frontiera il cittadino di un Paese estero può fare ingresso, come:

1) le frontiere terrestri;

2) le frontiere marittime;

3) gli aeroporti;

4) i porti marittimi dei Paesi dello Spazio Schengen che non siano frontiere interne.

Le frontiere interne allo spazio Schengen.

Le frontiere interne rappresentano:

1) le frontiere terrestri comuni dei Paesi dello Spazio Schengen;

2) i loro aeroporti adibiti al traffico interno;

3) i porti marittimi esclusivamente adibiti ai collegamenti regolari con gli altri porti ubicati sul territorio dei Paesi dello Spazio Schengen per i passeggeri.

I cittadini di Paesi non esteri per l’Area Schengen.

I cittadini non esteri sono quelli si tutti i Paesi dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo, tra questi vi sono:

Austria,

Belgio,

Bulgaria,

Croazia,

Cipro,

Repubblica Ceca,

Danimarca,

Estonia,

Finlandia,

Francia,

Germania,

Grecia,

Ungheria,

Islanda,

Repubblica d’Irlanda,

Italia,

Lettonia,

Liechtenstein,

Lituania,

Granducato del Lussemburgo,

Malta,

Paesi Bassi,

Norvegia,

Polonia,

Portogallo.

I cittadini di Paesi esteri rispetto allo spazio Schengen.

Sono cittadini di Paesi esteri quelli di tutti gli altri Stati diversi da quelli menzionati sopra.

Paesi i cui cittadini hanno bisogno del visto per attraversare le frontiere esterne dello Spazio Schengen:

Afghanistan,

Algeria,

Angola,

Arabia Saudita,

Armenia,

Autorità Palestinese,

Azerbaigian,

Bahrein,

Bangladesh,

Belize,

Benin,

Bhutan,

Bielorussia,

Bolivia,

Botswana,

Burkina Faso,

Burundi,

Cambogia,

Camerun,

Capo Verde,

Repubblica Centrafricana,

Ciad,

Cina,

Comore,

Congo,

Repubblica Democratica del Congo,

Corea del Nord,

Costa d’Avorio,

Cuba,

Repubblica Dominicana,

Ecuador,

Egitto,

Eritrea,

Etiopia,

Eswatini (ex Swaziland),

Figi,

Filippine,

Gabon,

Gambia,

Ghana,

Giamaica,

Gibuti,

Giordania,

Guinea,

Guinea Bissau,

Guinea Equatoriale,

Guyana, Haiti,

India,

Indonesia,

Iran,

Iraq,

Kazakistan,

Kenya,

Kirghizistan,

Kosovo,

Kuwait,

Laos,

Lesotho,

Libano,

Liberia,

Libia,

Madagascar,

Malawi,

Maldive,

Mali,

Marocco,

Mauritania,

Myanmar,

Mongolia,

Mozambico,

Namibia,

Nepal,

Niger,

Nigeria,

Oman,

Pakistan,

Papua-Nuova Guinea,

Qatar,

Ruanda,

Russia,

Sao Tomè e Principe,

Senegal,

Sierra Leone,

Siria,

Somalia,

Sri Lanka,

Sud Africa,

Sudan,

Sud Sudan,

Suriname,

Tagikistan,

Tanzania,

Tailandia,

Togo,

Tunisia,

Turchia,

Turkmenistan,

Uganda,

Uzbekistan,

Vietnam,

Yemen,

Zambia,

Zimbabwe.

Paesi i cui cittadini sono esenti dall’obbligo di visto di ingresso per soggiorni di durata massima di “novanta giorni”.

Tale esenzione è prevista per ingressi dovuti a:

turismo,

missione,

studio,

affari,

invito a gara sportiva.

I paesi interessati sono:

Andorra,

Argentina,

Australia,

Brasile,

Brunei,

Canada,

Cile,

Corea del Sud,

Costa Rica,

Croazia,

El Salvador,

Giappone,

Guatemala,

Honduras,

Hong Kong,

Israele,

Malesia,

Macao,

Messico,

Principato di Monaco,

Nicaragua,

Nuova Zelanda,

Panama,

Paraguay,

Singapore,

Stati Uniti d’America,

Uruguay,

Venezuela,

e Regno Unito a seguito della Brexit.

Fanno eccezione gli Stati di San Marino e della Città del Vaticano, i cui cittadini sono esenti dall’obbligo di visto di ingresso in Italia in qualsiasi caso.

Il Consiglio e il Parlamento europeo hanno convenuto che, dopo la “Brexit”, i cittadini del Regno Unito che entrano nello spazio Schengen per soggiorni di breve durata (90 giorni su un periodo di 180 giorni) dovrebbero beneficiare dell’esenzione dal visto.

Paesi i cui cittadini sono soggetti ad obbligo di visto di transito aeroportuale per l’Italia:

1) Afghanistan (i cittadini afghani sono esenti dal suddetto obbligo qualora in possesso di permesso di soggiorno rilasciato dai seguenti Paesi: Irlanda, Leichtenstein, Regno Unito. Lo stesso dicasi nel caso in cui siano in possesso di permesso di soggiorno a tempo indeterminato dei seguenti Paesi: Andorra, Canada, Giappone, Principato di Monaco, San Marino, Svizzera e Stati Uniti d’America);

2) Bangladesh (valgono le stesse esenzioni viste per l’Afghanistan);

3) Colombia (sono esenti da obbligo di visto di transito i cittadini colombiani titolari di permesso di soggiorno valido emesso da uno Stato Membro dello Spazio Economico Europeo, dal Canada e dagli Stati Uniti d’America);

4) Eritrea (i cittadini eritrei sono esenti dall’obbligo in questione qualora il passeggero sia titolare di un visto o di un permesso di soggiorno valido emesso da uno Stato Membro dell’Unione Europea o aderente all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo del 2 Maggio 1992, dal Canada, dalla Svizzera e dagli Stati Uniti d’America);

I seguenti Paesi sono sogetti alla stessa regolamentazione per il visto di transito.

 

5) Etiopia (valgono le stesse esenzioni viste per l’Afghanistan ed il Bangladesh);

6) Ghana (valgono le stesse esenzioni viste per l’Afghanistan, il Bangladesh e l’Etiopia);

7) Iran (valgono le stesse esenzioni viste per l’Afghanistan, il Bangladesh, l’Etiopia ed il Ghana);

8) Iraq (valgono le stesse esenzioni viste per l’Afghanistan, il Bangladesh, l’Etiopia, il Ghana e l’Iran);

9) Nigeria (valgono le stesse esenzioni viste per l’Afghanistan, il Bangladesh, l’Etiopia, il Ghana, l’Iran e l’Iraq);

10) Pakistan (valgono le stesse esenzioni viste per l’Afghanistan, il Bangladesh, l’Etiopia, il Ghana, l’Iran, l’Iraq e la Nigeria);

11) Congo e Repubblica Democratica del Congo (valgono le stesse esenzioni viste per l’Afghanistan, il Bangladesh, l’Etiopia, il Ghana, l’Iran, l’Iraq, la Nigeria ed il Pakistan);

12) Senegal (sono esenti dall’obbligo di visto di transito i passeggeri senegalesi titolari di permesso di soggiorno valido emesso da uno Stato Membro dello Spazio Economico Europeo, dal Canada e dagli Stati Uniti d’America);

13) Somalia (valgono le stesse esenzioni viste per l’Afghanistan, il Bangladesh, l’Etiopia, il Ghana, l’Iran, l’Iraq, la Nigeria, il Pakistan, il Congo e la Repubblica Democratica del Congo);

14) Sri Lanka (valgono le stesse esenzioni viste per l’Afghanistan, il Bangladesh, l’Etiopia, il Ghana, l’Iran, l’Iraq, la Nigeria, il Pakistan, il Congo e la Repubblica Democratica del Congo e la Somalia).

Valichi di frontiera all’ingresso in Italia.

I cittadini dei Paesi aderenti allo Spazio Schengen o quelli di Paese fuori dello Spazio medesimo ma già provenienti da altro luogo entro i detti confini può entrare in Italia da qualunque valico di frontiera al quale non vi è alcun controllo delle persone.

Se trattasi di cittadini di Paesi aderenti a Schengen provenienti da luogo situato fuori dello Spazio omonimo il solo controllo ai valichi è quello della cittadinanza.

Se trattasi, invece, di cittadini di Paesi non aderenti alla Convenzione, quindi da considerare di Paesi esteri, prima dell’ingresso vi saranno tutti i controlli di ammissibilità da parte dell’Autorità di frontiera anche mediante la consultazione del Sistema di Informazione Schengen (S.I.S.).

I passaporti e gli altri documenti di viaggio equivalenti per entrare nell’Area Schengen.

Per entrare e soggiornare nello Spazio Schengen i cittadini di Paesi esteri debbono possedere un passaporto o altro documento di viaggio riconosciuto valido per l’attraversamento da tutte le Parti aderenti alla Convenzione.

A) Il Passaporto.

 

Il Passaporto è il documento riconosciuto internazionalmente e abilitante a recarsi da un posto all’altro. Può essere:

diplomatico, di servizio (ufficiale, di servizio speciale, o per affari pubblici);

ordinario;

individuale (con l’eventuale iscrizione del coniuge o dei figli minori);

collettivo (intestato a gruppi di non meno di cinque e non più di cinquanta persone, aventi tutte la stessa cittadinanza e viaggianti insieme per la stessa finalità, di solito turistica.

Qualora il passaporto collettivo non contenga le fotografie dei viaggiatori, gli stessi dovranno essere muniti anche di documento personale di identità corredato di foto).

B) Il Documento di viaggio equivalente al passaporto.

Tali documenti sono:

– il Documento di viaggio per gli Apolidi (disciplinato dalla “Convenzione sullo Statuto degli Apolidi” firmata a New York il 28 Settembre 1954).

  • E’ soggetto a visto salvo che il titolare non disponga già di un permesso di soggiorno di uno Stato aderente all’Accordo di Schengen;

– il Documento di viaggio per i rifugiati (disciplinato dalla “Convenzione sullo Statuto per i rifugiati” firmata a Ginevra il 28 Luglio 1951).

  • E’ soggetto a visto salvo che il titolare non disponga già di un permesso di soggiorno di uno Stato Schengen o di un Paese Membro del Consiglio d’Europa in base all’Accordo di Strasburgo del 20 Aprile 1959;

– il Titolo di viaggio per cittadini di Paesi esteri. Viene rilasciato ai cittadini impossibilitati a ricevere un valido documento di viaggio delle Autorità del Paese di cui sono cittadini.

  • Il regime applicabile è quello del visto in vigore per il Paese di cui l’interessato è cittadino;

– il Libretto di navigazione (disciplinato dalla “Convenzione Internazionale del Lavoro” n. 108 del 13 Maggio 1958, nonché di specifici accordi bilaterali).

  • Viene rilasciato ai marittimi per l’esercizio della loro attività professionale.
  • Il regime è quello del visto in vigore per il Paese di cui l’interessato è cittadino.
  • In deroga al principio di competenza territoriale ogni Rappresentanza italiana può apporre sul libretto di navigazione un visto a “validità territoriale limitata” per transito fino a cinque giorni a richiesta della Compagnia armatrice.
  • In tale richiesta devono essere indicati il porto, la nave e la data di imbarco o sbarco del lavoratore marittimo e deve essere vistata per conferma dalla competente Autorità portuale italiana.

I tre documenti che seguono ricorrono in ambito diplomatico.

 

– il Documento di navigazione aerea (disciplinato dalla “Convenzione sull’Aviazione Civile” firmata a Montreal 07 Dicembre 1944).

  • Se l’ingresso si basa su motivi inerenti all’attività professionale è esente da visto nei Paesi aderenti alla Convenzione di Chicago del 25 Marzo 1949 o che hanno in tal senso un accordo di reciprocità;

– il Lasciapassare delle Nazioni Unite (disciplinato dalla “Convenzione sui privilegi e le immunità delle Istituzioni Specializzate” adottata dall’Assemblea Generale dell’O.N.U. a New York il 21 Novembre 1947).

  • Viene rilasciato dal Segretario dell’O.N.U. al personale della medesima Organizzazione e a quello delle Istituzioni dipendenti. Anche in questo caso il regime di visto è quello del Paese di cui è cittadino l’interessato;

– Il Documento rilasciato dal quartiere Generale della N.A.T.O. al personale militare in forza alla stessa (disciplinato dalla “convenzione fra gli Stati partecipanti al Trattato Nord Atlantico” firmata a Londra il 19 Giugno 1951 e ratificato dall’Italia con la Legge n. 1335 del 30 Novembre 1955).

  • Può essere individuale o collettivo ed è esente da visto.

– L’Elenco dei partecipanti a viaggi scolastici all’interno dell’Unione Europea (disciplinato dalla “Azione Comune” del Consiglio dell’Unione Europea del 30 Novembre 2994).

  • E’ esente da visto;

– Il Lasciapassare.

  • E’ un foglio sostitutivo del passaporto usato per il rimpatrio o per i minorenni o, ancora, negli altri casi in cui una persona, pur disponendo di regolare documento di viaggio, venga autorizzata a viaggiare fra più Stati. Il regime è quello di visto del Paese di cui l’interessato è cittadino;

– Il Lasciapassare o tessera di frontiera.

  • Viene concesso si cittadini domiciliati in zone di frontiera o per il transito dalla frontiera stessa e la circolazione nelle corrispondenti zone degli Stati confinanti.
  • E’ esente da visto.

Esenti da visto sono anche le Carte di identità valide per l’espatrio dei cittadini dell’Unione Europea. Lo stesso vale per le Carte di identità ed altri documenti dei cittadini degli Stati aderenti all’Accordo europeo sull’abolizione del passaporto, firmato a Parigi il 13 Dicembre 1957.

La disponibilità dei mezzi finanziari.

La disponibilità dei mezzi finanziari rappresenta uno dei presupposti fondamentali per l’accesso del cittadino di un Paese estero nello Spazio Schengen.

A tal proposito, agli effetti del Testo Unico dell’immigrazione (Decreto Legislativo n. 286 del 1998), il Ministero dell’Interno italiano ha potuto emanare la Direttiva del 01 Marzo 2000, con cui ha dato la definizione dei “mezzi di sussistenza per l’ingresso ed il soggiorno degli stranieri nel territorio dello stato” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 64 del 17 Marzo 2000.

In aggiunta, il Comitato Esecutivo di Schengen a Parigi, con la stessa finalità, ha emesso l’Istruzione Consolare Comune (ICC) il 14 Dicembre 1993, poi, modificata il 16 Dicembre 1998.

La suddetta Direttiva del Ministero dell’Interno italiano ha stabilito che la disponibilità di mezzi finanziari può essere dimostrata, innanzitutto, con l’esibizione di denaro contante.

Allo stesso fine si possono avere fideiussioni bancarie, assicurative o titoli di credito equivalenti, titoli di servizi prepagati o di atti comprovanti la disponibilità in Italia di fonti di reddito.

Per giunta, il cittadino di un Paese estero deve indicare un reale recapito ove è ubicato un idoneo (cioè adeguato per essere abitato) alloggio sul territorio nazionale, nonché la disponibilità della somma occorrente per il rimpatrio (come, ad esempio, il possesso del biglietto di ritorno).

I mezzi di sussistenza richiesti per l’ingresso nel territorio nazionale si suddividono in scaglioni basati su classi di durata.

Conta anche il numero dei passeggeri.

 

I requisiti di sussistenza riguardano gli ingressi motivi di:

– affari;

– cure mediche (con eventuale accompagnatore);

– gara sportiva;

– pellegrinaggio o religione;

– studio;

– transito;

– trasporto;

– turismo.

Va ricordato che, attualmente, per un viaggio di durata da 1 a 5 giorni, la quota fissa complessiva è pari a:

 

  • € 269,60 in caso di un partecipante;
  • € 212,81 in caso di due o più partecipanti.

Da 6 a 10 giorni, la quota giornaliera a persona è pari a:

  • € 44,93 in caso di un partecipante;
  • € 26,33 in caso di due o più partecipanti.

Da 11 a 20 giorni, la quota fissa è pari a:

  • € 51,64 in caso di un partecipante;
  • € 25,82 in caso di due o più partecipanti.
  • La quota giornaliera a persona, invece, è pari a € 36,67 in caso di un partecipante;
  • € 22,21 in caso di due o più partecipanti.

Oltre i 20 giorni, la quota fissa è pari a:

  • € 206,58 in caso di un partecipante;
  • € 118,79 in caso di due o più partecipanti.
  • La quota giornaliera a persona, invece, è pari a € 27,89 in caso di un partecipante;
  • € 17,04 in caso di due o più partecipanti.

Una illustrazine su Schengen è disponibile anche al seguente video (questo video dure 2:28 minuti):

 

“Italynlaw” Studio Legale ha pubblicato questo articolo.

Figura 18: Guglia del Duomo di Milano.

Fonte: “Italynlaw”.

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